ricette e vini

enogastronomia ricette tipiche
by Valeria
vini & ricette tipiche  
 

Ricette tipiche e vini delle tradizioni enogastronomiche regionali italiane. I nostri itinerari enogastronomici e le recensioni su ristoranti e cantine sono frutto della nostra esperienza diretta


 


 
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Prosit! La Birra
boccali di birra

La parola prosit significa "sia utile, faccia bene, giovi!", o anche "sia a favore", ecco perchè è il termine in assoluto più usato per i brindisi dei bevitori di birra. Diffusa in ogni angolo del pianeta la birra è stata e continua ad essere, un elemento di centrale importanza nelle abitudini alimentari di quasi tutti i popoli grazie alla naturalità dei suoi ingredienti e del suo processo produttivo: l’orzo, il luppolo, il lievito e l’acqua. Essi vengono utilizzati da cinquemila anni per produrre quella che è la più antica bevanda alcolica della storia, comparsa nel mondo ben prima del vino.

Due sono le qualità che hanno da sempre contraddistinto la storia della birra nei secoli: la sua presenza pressochè universale e la sua popolarità in ogni ceto sociale.
Nel primo caso si può infatti affermare che laddove ci sia stata la coltivazione dei cereali si è verificata anche la produzione della birra. Non si sa con esattezza dove sia nata la prima birra: c 'è chi parla di Mesopotamia, chi di Egitto, chi di isole Orcadi, chi addirittura di Malta. Ciò non è molto importante in quanto, il fenomeno della fermentazione è stato scoperto casualmente in diverse parti del mondo più o meno nello stesso periodo. Differenti però sono stati i modi di sviluppare la bevanda. La Mesopotamia per esempio è stata la terra che per prima ha visto sorgere la professione del birraio: già in quel periodo si distinguevano birre scure, chiare, rosse, forti, dolci e aromariche. Inoltre si usavano nomi diversi per indicare birre prodotte con cereali differenti: le sikaru erano d 'orzo, le kurunnu di spelta (grano). Pare che fossero addirittura 20 le qualità di birra disponibili sul mercato di Babilonia.
La birra aveva anche un significato religioso e rituale, infatti veniva bevuta durante i funerali per celebrare le virtù del defunto e veniva offerta alla divinità per garantire un tranquillo riposo nel trapassato. Analoga importanza aveva la birra in Antico Egitto. Fin dall 'infanzia si abituavano i sudditi dei faraoni a bere questa bevanda, considerata anche alimento e medicina. Anche la donne incinte ricorrevano alla birra per offrire ai loro nascituri abbondante latte. Molto interessante anche l 'uso di somministrare ai bambini birra a bassa gradazione o diluita con acqua e miele durante lo svezzamento, quando le madri non avevano latte.
Il Medioevo vide la birra protagonista soprattutto per merito dei monasteri, che operarono un decisivo salto di qualità nella produzione della bevanda introducendo anche alcuni nuovi ingredienti, tra i quali il luppolo. A questo proposito va detto che in tempi più remoti per l'aromatizzazione della birra si usavano svariati tipi di erbe, spezie o bacche, oppure si ricorreva addirittura a misture vegetali, la più famosa delle quali era il gruit. Anche le suore avevano tra i loro compiti manuali quello di fabbricare la birra, che in parte destinavano al consumo dei malati e dei pellegrini. Per rimanere in tema, è stato tramandato che papa Gregorio Magno abbia girato ai poveri una donazione in birra della regina longobarda Todolinda. Anche in Gran Bretagna la birra, chimata "ale", prodotta dalle massaie inglesi veniva messa a disposizione delle feste parrocchiali, dove veniva venduta e il ricavato usato per la manutenzione di chiese e conventi britannici. In inghilterra la birra diventò bevanda nazionale in quanto l 'acqua usata per la sua produzione veniva bollita e sterilizzata. Ciò rappresentava una garanzia in un periodo in cui l 'acqua era spesso infetta. In inghilterra il luppolo venne introdotto assai tardi nella birra nazionale, che continuò comunque a chiamarsi "ale" invece di "beer" come tutti i prodotti luppolati.
Nei tre secoli dopo la scoperta dell 'America in tutta l 'Europa andarono sviluppandosi numerose tipologie birraie, tutte basate sull 'unico sistema di fermentazione allora conosciuto, la "alta fermentazione". Verso la metà del secolo scorso però furono eseguiti studi specifici sul lievito e il loro risultato fu la produzione della birra a "bassa fermentazione" che oggi è di gran lunga il più praticato nel mondo, esso si giova di temperature più basse per fermentare, quindi usa impianti produttivi tecnologicamente assai più avanzati che in pas sato.Infine viene usato un lievito diverso rispetto alle birre tradizionali, il cosiddetto"Saccharomyces carlsbergensis," che prende il nome dalla birreria danese che per prima ne isolò il ceppo.

birra nei monasteri

 

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