ricette e vini

enogastronomia ricette tipiche
by Valeria
vini & ricette tipiche  
 

Ricette tipiche e vini delle tradizioni enogastronomiche regionali italiane. I nostri itinerari enogastronomici e le recensioni su ristoranti e cantine sono frutto della nostra esperienza diretta


 


 
 

Cibo e...

storia del cibo - buongustai dalla nascita - etichette - proprietà degli alimenti - metabolismo - il pane -

 

ETICHETTE

La carta d’identità di ciò che mangiamo e beviamo
A fianco dei prodotti freschi, una grossa quota della nostra razione alimentare è coperta dai prodotti conservati e confezionati. Per questi prodotti, l'etichetta riportata sulla confezione è uno strumento di informazione fondamentale per il consumatore. L'Unione Europea ha pubblicato nel marzo 2000 un Testo Unico, la direttiva 2000/13/CE, che sostituisce tutte le norme emanate in materia e abroga tutte le direttive precedenti. La nuova direttiva dell'UE prevede che l'etichetta di un prodotto alimentare confezionato riporti queste specificazioni:
1. La denominazione di vendita, cioè il nome del prodotto previsto dalla legge (per esempio: pasta all'uovo, cioccolato al latte, pomodori pelati in scatola).
2. L'elenco degli ingredienti, riportati in ordine di peso decrescente (dall'ingrediente presente in quantità maggiore sino a quello presente nella quantità più bassa). Tra gli ingredienti vanno riportati anche gli eventuali additivi (coloranti, conservanti ecc..).
3. La quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti.
4. Per gli alimenti in imballaggi preconfezionati, il quantitativo netto in peso o in volume (per i liquidi). Se un prodotto è venduto immerso in un liquido (per esempio i pomodori pelati, le olive in salamoia, la frutta sciroppata), allora deve essere indicata anche la quantità di prodotto sgocciolato.
5. Il termine minimo di conservazione o, nel caso di prodotti molto deperibili, la data di
scadenza. Il termine minimo di conservazione si indica con la frase "da consumarsi preferibilmente entro...", ed è la data fino alla quale il prodotto mantiene inalterate le sue caratteristiche di qualità; un alimento può comunque essere consumato anche dopo tale termine. La data di scadenza si indica invece con la frase "da consumarsi entro..." e rappresenta la data entro la quale il prodotto va consumato.
6. Le modalità di conservazione o utilizzazione, se si devono adottare particolari accorgimenti.
7. Il nome e la ragione sociale e l'indirizzo del fabbricante o del confezionatore o del venditore stabilito nella Comunità.
8. Il luogo d'origine o di provenienza, quando l'omissione di tale indicazione può indurre in errore il consumatore circa l'origine o la provenienza effettiva del prodotto alimentare.
9. Le istruzioni d'uso, quando l'omissione non consenta al consumatore di fare un uso appropriato del prodotto.
10. Per le bevande con un contenuto alcolico superiore all'1,2% in volume, il grado alcolico effettivo.
11. L'attuale legislazione vigente in Italia prevede anche l'indicazione del lotto di appartenenza del prodotto, in pratica la "partita di produzione" dell'alimento.

 

vini

Un'etichetta non è veritiera, e perciò fuorilegge, in questi casi:
* se inganna sulle caratteristiche del prodotto;
* se attribuisce al prodotto proprietà o effetti che non possiede;
* se suggerisce che un prodotto possiede caratteristiche particolari quando quasi tutti i prodotti analoghi le possiedono;
* se attribuisce al prodotto proprietà atte a curare o prevenire una malattia (sono escluse le acque minerali e i prodotti destinati a un'alimentazione particolare);
* se la forma o l'aspetto conferito ai prodotti o ai loro imballaggi sono tali da trarre in inganno il consumatore.


Spesso ci si imbatte in etichette che, pur senza essere esplicitamente fuorilegge, non assolvono bene al loro dovere di informare in modo chiaro il consumatore. Ecco qualche esempio:
- L'etichetta nascosta. Capita purtroppo di incappare in confezioni belle e attraenti, che richiedono però l'uso degli occhiali per la lettura delle informazioni, scritte con caratteri microscopici, con colori poco evidenti e in punti poco accessibili. Per alcuni prodotti si arriva perfino a stampare gli ingredienti sulla linea di saldatura delle confezioni o sulle fascette che vengono distrutte alla prima apertura.
- Gli ingredienti fantasma. Come detto, la legge specifica che, se nella presentazione del prodotto si citano ingredienti particolari, questi vanno riportati nell'elenco degli ingredienti con l'indicazione della percentuale presente. Leggendo con cura l'etichetta, non è difficile accorgersi che molti prodotti vengono pubblicizzati per l'impiego di ingredienti costosi e naturali, presenti in realtà in quantità minima.
- La lingua straniera. In alcune etichette sono riportate tutte le indicazioni anche in varie lingue straniere. Possono creare confusione, soprattutto se affollano esageratamente l'etichetta rendendo difficile l'individuazione del testo in italiano.
- I giochi a premi. È molto frequente che concorsi, offerte promozionali e raccolte a punti trovino ampio spazio sull'etichetta, a scapito di informazioni più utili anche se meno allettanti.
- Il nome di fantasia. Infine, va notato che la denominazione di vendita del prodotto dovrebbe saltare all'occhio con maggiore evidenza del suo nome di fantasia. Quest'ultimo ha infatti il solo scopo di rendere "simpatico" il prodotto al consumatore rispetto alla concorrenza e non dà invece indicazioni sull'effettiva qualità.

enoteca

Alimento nell'occhio del ciclone, la carne, anche quella non confezionata, deve riportare un'etichetta, posta sulla vaschetta o sul cartello a fianco del banco frigorifero. Si tratta di una vera e propria carta d'identità che riporta:
* un codice di tracciabilità (un numero) che serve a identificare l'animale o il gruppo di animali da cui proviene la carne
* il nome o la sigla del Paese dove l'animale è stato macellato e il numero identificativo del macello
* il nome o la sigla del Paese dove l'animale è stato sezionato e il numero identificativo dello stabilimento
Un'etichetta che, a fianco del codice di tracciabilità, riporti le indicazioni IT M S, identifica un animale macellato (M) e sezionato (S) in Italia (IT).
Dal 2002 sull'etichetta delle carni prodotte in Europa si troverà anche l'indicazione del paese dove l'animale è stato allevato e le modalità di allevamento.

Le denominazioni DOP e IGP
Anche la conoscenza di questi marchi è un elemento di informazione utile per il consumatore. Sono due tipi importanti di protezione e tutela della tipicità nel settore agroalimentare, istituiti a livello comunitario per valorizzare i prodotti di qualità. DOP significa "Denominazione di Origine Protetta", mentre IGP sta per "Indicazione Geografica Protetta". Queste denominazioni vengono applicate a prodotti alimentari di diversa natura: formaggi, salumi, oli, pani, esclusi i vini e le bevande alcoliche.
* La denominazione di origine protetta indica un prodotto agricolo o alimentare, originario e prodotto interamente in una zona specifica (regione, luogo o paese), con particolari caratteristiche di qualità dovute essenzialmente all'ambiente geografico, comprensivo dei fattori naturali e umani.
* L'indicazione geografica serve invece a designare un prodotto agricolo o alimentare, originario di una zona specifica, di cui una determinata qualità possa essere attribuita all'origine geografica. I prodotti con indicazione geografica non devono necessariamente essere prodotti nell'area indicata, ma è sufficiente che essi siano lì trasformati o elaborati.
La differenza tra le due indicazioni, denominazione d'origine e indicazione geografica, sta proprio in questo: mentre per la denominazione d'origine tutto il ciclo produttivo deve essere svolto nell'area di denominazione, per l'indicazione geografica basta che vi sia svolta una parte del ciclo, quella che porta al prodotto finito. Si possono così utilizzare materie prime provenienti da altre regioni.

L'etichetta nutrizionale
A fianco delle indicazioni obbligatorie per legge, sulla confezione dei prodotti alimentari può anche trovare posto una "etichetta nutrizionale", che riporta il valore energetico (in kcal e kJ) e il contenuto di principi nutritivi. Si tratta certamente di uno strumento utile per tenere meglio sotto controllo la propria alimentazione. Sull'etichetta nutrizionale, oltre al valore energetico, è permesso riportare la quantità di:
* proteine
* carboidrati
* grassi
* fibre alimentari
* sodio
* vitamine e sali minerali presenti in quantità significativa, indicando anche in quale misura quelle contenute nel prodotto possono coprire il fabbisogno giornaliero.
Purtroppo, non tutte le etichette nutrizionali sono ugualmente chiare. In particolare sarebbe sensato che i dati di composizione fossero sempre indicati anche per una porzione di consumo, oltre che per 100 grammi di prodotto.

vino



 

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Versione Italiana

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