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Abbiamo visitato per voi
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MONTEVIASCO:
UN PAESE
FUORI DAL MONDO! |
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La leggenda racconta
che il caratteristico villaggio alpino di Monteviasco sorse grazie
alla fuga di quattro briganti, perseguitati dagli abitanti della
valle, che ormai stanchi delle continue rapine e degli efferati
delitti si rifugiarono su un monte della alta Val Veddasca. Scelto
un pianoro quasi inacessibile dal quale potevano dominare ogni via
di salita e, qindi, respingere facilmente ogni tentativo d'assalto,
vi costruirono una baita, iniziando la loro nuova vita, isolati
dal mondo, provvedendo, in principio, al loro sostentamento con
i prodotti della pastorizia. In tal modo sorse il villaggio di Monteviasco
che se oggi non è abitato da briganti ha conservato intatto
il suo carattere di inacessibilità. |
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La strada per arrivare
al paese si ferma a Curiglia (da Varese, si segue per Luino, Dumenza
e Curiglia), dove parte la funivia... sì perche al villaggio
alpino di Monteviasco si arriva solo in funivia o a piedi attraverso
una mulatiera che sale quasi a perpendicolo. La camminata è
molto faticosa ma si può fare. Consiglio la salita di buon
mattino in quanto sarà poi ancora più piacevole arrivare
alla meta scorgendo Monteviasco accoccolato sul pendio del monte,
con le e case aggrappate sul terreno e le stradine strette di pietra
che hanno fine solo tra i boschi. Raccolto su un terrazzo morenico,
il paese, a quanti lo raggiungono a piedi, attraverso la ripida
e rustica mulattiera, si annuncia con campi terrazzati e selve castanili.
Le strette vie corrono fra le case addossate l'una all'altra, caratterizzate
da bei loggiati lignei ( le lobbie ). Sulle pareti delle case Santi
e Madonne, frutto di artisti locali, benedicono i passanti.
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Tra le case che ne fanno corona la parrocchiale,
di antiche origini dedicata a San Martino e Barnaba e i margini
dell'abitato il santuario della Serta costruito alla fine dell'800.
L'edificio che ha subito diverse trasformazioni
ed ampliamenti, nellasua forma attuale risale al primo 900. |
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Chiunque
non potrà che subire il fascino di questi luoghi nei quali
permangono i segni di un paesaggio rurale dominato da parchi e pascoli.
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Consigliamo a monteviasco:
RISTORANTE BARCHET
Non è difficile trovare
il ristorante Barchet al centro del paese. Ad accogliervi ci sarnno Silvia e
Moreno, che con tanta cura gestiscono il ristorante
ormai da tanti anni.
Tutta la cucina di Moreno
si basa sulla tradizione Lombarda e in particolare di quella della
Val Veddasca. I salumi e i formaggi sono prodoti dall'azienda agricola
del fratello di Moreno, Giordano che abitando ancora nel paese riesce
a prendersi cura del bestiame direttamente nei bellissimi pascoli
della valle. Tra le carni consigliamo il capriolo, il cervo e il
cinghiale con cui Moreno accompagna sia i sughi dei primi che la
polenta che in questo ristorante viene servita eccezionalmente.
Tra i dolci consigliamo di assaggiare il gelato fatto col latte
di capra (ovviamente della produzione di Giordano) accompagnato
dai frutti di bosco o |
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anche
al naturale: delicatissimo... semplicemente fantastico! A terminare
il pasto pantagruelico gli immancabili zuccherini imbevuti nell'alcool
e i digestivi prodotti da Moreno tra cui non è possibile
non menzionare il GENEPY prodotto con le bacche del posto.
Ad accompagnare tutto il pasto Moreno propone una
varietà di bottiglie che vanno dal Pinot al Barbera, al Riesling,
al Bonarda, vini rossi che si sposano benissimo con tutti i piatti
proposti.
Obbligatorio far notare che olte al Genepy, da
Moreno si può acquistare altri fanastici prodotti di Monteviasco
come la grappa al miele, al mortillo, i formaggi misto capra e mucca
stagionati, i salami di maiale, salamini di cervo, capra, la carne
secca, miele e lardo. |
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