Il Sinis è indubbiamente una delle zone più suggestive e significative della provincia di Oristano. Si presta bene ad essere "esplorata" da tutte le tipologie di escursionisti, attraverso una diversa gamma di itinerari i cui colori vanno dal rosa dei Fenicotteri al bianco delle spiagge di quarzo che corrono nella fascia costiera dell'Area Marina Protetta, attraverso Cabras e le aree umide limitrofe. Nel nostro breve giro riscopriamo inoltre un interessantissimo itinerario enogastronomico che ci ha guidato alla scoperta di prodotti valorizzati anche sul mercato internazionale. Il profilo naturalistico della zona è caratterizzato, verso terra, da una costa con pregevoli e, talvolta uniche, situazioni paesaggistiche ed ambientali.
Il Sinis di Cabras è uno straordinario condensato di storia umana ed una delle più suggestive sintesi della natura. A dispetto della immobilità che trasmettono le "forme" geologiche, i paesaggi che si prospettano sono il risultato di una successione di eventi geologici e dell'opera dell'uomo.
Flora e fauna sono tipiche del Mediterraneo, la vegetazione è ovunque di tipo erbaceo o arbustivo, raramente arboreo. Canneti e tifeti, distese di scirpo e giunco, tamerici e salicornie offrono rifugio ad una ricca e differenziata avifauna selvatica con presenze uniche e rare; sono mediterranei "tipici" anche il clima, il mare che bagna le coste sabbiose e rocciose, i grandi sistemi delle acque così caratteristici. |
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La più antica testimonianza della presenza umana nel Sinis, proviene dallo stagno di Cabras che è il vero simbolo del territorio, chiamato nell'antichità stagno di Mar'e Pontis, impregna tutt’ora ogni manifestazione di vita, di economia e di cultura di Cabras. Nell'attuale isolotto di Cuccuru Is Arrius sono state trovate tombe del Neolitico (4000 a.C.). Le statuette rinvenute nei corredi funerari testimoniano la religiosità di ambito mediterraneo di quel periodo, pervasa dal culto del dio Toro e dalla dea Madre. A metà dell'Ottocento la zona degli stagni era sporadicamente frequentata per le attività di estrazione del sale e della pesca. Alla fine di quel secolo gli acquitrini avevano ormai ripreso gran parte della regione e la malaria era molto diffusa. Nel corso del Novecento gli interventi di prosciugamento e di bonifica idraulica operati dal fascismo cominciarono a riconquistare terre da coltivare.
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