ricette e vini

enogastronomia ricette tipiche
by Valeria
vini & ricette tipiche  
 

Ricette tipiche e vini delle tradizioni enogastronomiche regionali italiane. I nostri itinerari enogastronomici e le recensioni su ristoranti e cantine sono frutto della nostra esperienza diretta


 


 
 

Vino e d'intorni

storia del vino - legislazione del vino - come si fa il vino - bicchieri - etichette - novello - abbinamenti

LA LEGGE E IL VINO

L'Italia, così come gli altri stati membri dell'Unione Europea, ha il potere di legiferare in materia alimentare al fine di evitare frodi, di salvaguardare la salute dei cittadini, di tutelare il consumatore sotto l'aspetto della qualità.
Per quanto riguarda le normative comunitarie le quali si dirigono agli stati membri ed ai cittadini circolanti, si possono riassumere così:
- regolamenti, gruppi di norme in specifiche materie (mercato vitivinicolo, vini di qualità in regioni determinate, etichettatura,...) che riguardano in particolare:
- la varietà delle viti, le superfici coltivate, i trattamenti enologici (tagli, pratiche,ecc.), regole di mercato interno ed esterno, immissione al consumo, organismi di controllo, divieti;
- il disciplinare di produzione (zona di produzione, tipo di vitigno, pratiche viticole e metodi di vinificazione,...), le diciture consentite (VQPRD, VLQPRD, VFQPRD, VSQPRD, ...), le diciture nazionali (es: per l'Italia à DOC e DOCG), l'autorizzazione a denominare un vino con la regione di origine (es: ASTI, PORTO, CHAMPAGNE,...).
- direttive, vincoli sui risultati lasciando le competenze su forme e mezzi;
- decisioni, vincolanti solamente per i destinatari designati.
In aggiunta alle disposizioni comunitarie l'Italia possiede un suo “disciplinare di produzione” fatto di leggi, regolamenti, usi che è l'elemento che caratterizza le categorie IGT, DOC e DOCG: si tratta di un insieme di vincoli qualitativi a cui ci si deve attenere nella produzione di un vino (es: zona di produzione, vitigni, resa per ettaro, titolo alcolometrico minimo, pratiche autorizzate, ecc.).
Il disciplinare prevede prima di tutto la “denominazione di origine” per cui si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata (es.: Frascati, Chianti, Soave). Possono riportare l'indicazione del vitigno, sono regolati dal disciplinare di produzione, in più c'è un'eventuale la sottozona (comune, frazione, fattoria, podere, vigna) che costituisce migliore qualità e regole più rigorose.
Dalla legge n°164 invece derivano le seguenti classificazioni e definizioni:
- VDT, Vino Da Tavola, prodotto al di fuori dei disciplinari con il rispetto di regole minime, nessuna indicazione del vitigno, obbligatoria la menzione del colore bianco o rosso. ). Il prodotto in questione è piuttosto semplice, può essere il risultato di un uvaggio oppure di un taglio, con uve o vini provenienti da diverse zone geografiche, da varietà differenti e da vendemmie differenti. Ciò non significa per forza una minore qualità, semplicemente si tratta di vini con meno vincoli produttivi;
- IGT, Indicazione Geografica Tipica, per la quale si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva (es.: Piemonte, Sicilia). Questi vini provengono per almeno l'85% dalla zona geografica di cui portano il nome, possono riportare l'indicazione del vitigno e dell'annata, e sono regolati dal proprio disciplinare di produzione (territorio, vitigni, resa per ettaro, titolo alcolometrico minimo, pratiche autorizzate, ecc.);
- VQPRD, Vino di Qualità Prodotto in Regione Determinata, che può essere ulteriormente caratterizzato come
o VLQPRD, Vino Liquoroso di Qualità Prodotto in Regione Determinata
o VSQPRD, Vino Spumante di Qualità Prodotto in Regione Determinata
o VFQPRD, Vino Frizzante di Qualità Prodotto in Regione Determinata

I vini VQPRD sono suddivisi nelle tradizionali denominazioni
? DOC, Denominazione di Origine Controllata La legge prevede il costante controllo per le DOC, in sostanza tutto il ciclo produttivo (dalla vigna fino alla bottiglia) deve essere conforme a quanto stabilito dal disciplinare di produzione (zona di produzione, vitigni, resa per ettaro, titolo alcolometrico minimo, estratto secco, acidità totale, pratiche autorizzate, ecc.).
I vini a Doc sono controllati anche sotto il profilo qualitativo: prima della commercializzazione vengono obbligatoriamente sottoposti ad un'analisi chimica ed organolettica da parte di "Commissioni di Degustazione", appositi organismi istituiti presso le Camere di Commercio, per verificare che sussistano i requisiti prescritti dal protocollo di produzione;
? DOCG, Denominazione di Origine Controllata e Garantita I vini a DOCG sono prodotti che vengono sottoposti a regole più severe rispetto ai vini a DOC, e hanno avuto un passato di almeno cinque anni in quest'ultima categoria. Prima della loro commercializzazione devono sottostare a due controlli: quello chimico/organolettico nella fase di produzione è analogo a quello delle Doc, mentre quello organolettico viene effettuato prima dell'imbottigliamento. La legge n°164 fissa la capacità massima delle bottiglie in commercio a 5 litri. La peculiarità di ogni singola bottiglia è il contrassegno di Stato, la classica fascetta rosa o verde rilasciata dalla Repubblica Italiana. Le fascette vengono assegnate agli imbottigliatori autorizzati in base agli ettolitri di vino che vengono effettivamente prodotti.
L'ETICHETTA
Così come per il cibo l'etichetta costituisce la carta d'identità del vino, con la quale il consumatore può conoscere meglio il prodotto che gli viene servito. Le informazioni riportate debbono essere perciò chiare, verificabili e soprattutto complete.
Le notizie da riportare sull'etichetta sono numerose ed il loro numero cresce man mano che si sale di qualità. In aggiunta all'etichetta per avere informazioni sul vino servito si utilizzano la controetichetta, la capsula, il collarino, il tappo (purché visibile attraverso il vetro), le fascette.
Sui contenitori o sulle etichette dei prodotti immessi al consumo sul mercato nazionale, deve figurare anche un invito a non disperdere i contenitori nell'ambiente dopo l'utilizzo.

 

CATEGORIA

DATI OBBLIGATORI

DATI FACOLTATIVI

V.d.T.
VINO
DA
TAVOLA

  • LOTTO DI PRODUZIONE (aiuta a riconoscere l'annata ed è preceduto dalla lettera "L")
  • Menzione VINO DA TAVOLA
  • VOLUME DEL CONTENUTO
    (espresso in hl, l, cl, ml)
  • Lettera "e" che costituisce
    un'autocertificazione
    del contenuto (direttiva europea)
  • Dati dell'IMBOTTIGLIATORE
    (nome, ragione sociale, sede)
  • LUOGO DI IMBOTTIGLIAMENTO
    (se diverso dalla sede dell'imbottigliatore)
  • VINIFICAZIONE (se raccolta e produzione
    avvengono in luoghi diversi)
  • GRADAZIONE ALCOLOMETRICA
    espressa in percentuale di alcol
    effettivo, gradi e mezzi gradi)
  • GASSIFICAZIONE (se esistente)
  • dizione 'Contiene anidride solforosa' o 'Contiene solfiti', qualora venga superata la soglia di 10 mg/l
    articolo ANSA (dalla vendemmia 2005)
  • COLORE
  • DATI ANALITICI
    (residuo zuccherino con le parole
    "secco", "amabile", "abboccato", "dolce")
  • MARCHIO dell'azienda
  • Distinzione attribuita da
    un organismo ufficiale
    (es.:"Fornitore ufficiale del...")
  • Raccomandazioni al consumatore
    (temperatura di servizio,
    accostamenti gastronomici)
  • Precisazioni
    (vino giovane, vino vivace, vino novello, ...)

I.G.T.
INDICAZIONE
GEOGRAFICA
TIPICA

  • Dizione
    • "VINO TIPICO",
    • "VIN DE PAYS"
      (Val d'Aosta),
    • "LANDWEIN"
      (Alto Adige)
  • Nome della IGT
    (zona ed eventuale sottozona)
  • NOME DEI VITIGNI (max 2)
  • ANNATA DI RACCOLTA
  • Precisazione su tipo o
    metodo di lavorazione
    (es.: passaggio in barrique)
  • Menzione "VINO NOVELLO"
    con anno di produzione
  • IMBOTTIGLIAMENTO
    (es.: imbottigliato all'origine,
    imbottigliato per conto di...)
  • Ulteriori dati su aziende viticole
    (rafforzamenti del tipo "CASTELLO",
    "CASA FONDATA NEL...")
  • Storia del vino,
    invecchiamento,
    tecniche di viticoltura

D.O.C.
DENOMINAZIONE
DI
ORIGINE
CONTROLLATA

  • Menzione
    • V.Q.P.R.D
      vino di qualità prodotto
      in regione determinata
    • V.S.Q.P.R.D.
      vino Spumante di qualità
      prodotto in regione determinata
    • V.L.Q.P.R.D.
      vino Liquoroso di qualità
      prodotto in regione determinata
    • V.F.Q.P.R.D.
      vino Frizzante di qualità
      prodotto in regione determinata
  • NOME DELLA REGIONE
    DETERMINATA DI PROVENIENZA
  • MENZIONI COMPLEMENTARI
    tipo "riserva", "riserva speciale",
    "superiore", "recioto", "amarone",...
    La menzione "classico" deve essere
    accompagnata al nome geografico
    per non confonderla con
    il "Metodo Classico" di spumantizzazione.
  • NOME DELLA SOTTOZONA
    purché il vino sia prodotto con
    uve ivi raccolte per almeno l'85%
  • N° CONTROLLO DI QUALITÀ
  • N° DEL RECIPIENTE
    (sostituisce il lotto)
  • METODO DI LAVORAZIONE
    (es: vendemmia tardiva)
  • TIPO DI PRODOTTO
    (es: VIN SANTO)
  • COLORE PARTICOLARE
  • NOME DELL'UNITÀ
    GEOGRAFICA PIÙ ESTESA

D.O.C.G.
DENOMINAZIONE
DI
ORIGINE
CONTROLLATA
E
GARANTITA

  • ANNATA DI RACCOLTA
    (tranne per spumante ASTI)

 

 

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Versione Italiana

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